lunedì 4 marzo 2024

Lo Schermo-Babysitter e il Cervello dei Bambini: Effetti e Rischi dell'Esposizione Precoce




"Lo Schermo-Babysitter e il Cervello dei Bambini: Effetti e Rischi dell'Esposizione Precoce"

Cari lettori,

Negli ultimi anni, il crescente utilizzo di dispositivi digitali come babysitter per i bambini piccoli ha suscitato preoccupazioni riguardo agli effetti sulla salute e sullo sviluppo cognitivo dei più piccoli. Il nostro articolo esplora cosa accade al cervello dei bambini "accuditi" dallo schermo-babysitter e quali potrebbero essere le implicazioni di lungo termine di questa pratica sempre più diffusa.


I bambini fino ai due anni sottoposti a un'eccessiva visione di tv, tablet e smartphone potrebbero avere (anche) problemi di elaborazione sensoriale. Che cosa significa? "I bambini da zero a due anni non dovrebbero essere mai lasciati davanti a uno schermo di tv, tablet, pc e smartphone. Al massimo un'ora al giorno, invece, è il tempo consigliato per i bambini da due a cinque anni". È l'appello lanciato nel 2019 dall'Organizzazione mondiale della sanità: anni di studi e decine di ricerche, infatti, avevano riscontrato diversi problemi comportamentali nei bambini piccoli affidati agli schermi-babysitter.

L'elenco di questi problemi riscontrati è lungo: irritabilità, apatia, ritardo nel linguaggio, alterazioni del sonno. E ancora, in età scolare, perdita di capacità cognitive: problemi di attenzione, di memoria e difficoltà di comprensione. Ma adesso questo elenco si allunga: secondo un team di ricercatori della Drexel University, Philadelphia (Usa), l'esposizione agli schermi di neonati e bambini di età inferiore ai due anni potrebbe essere associata a problemi di elaborazione sensoriale, che sono prevalenti nei disturbi dello spettro autistico e della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Questi studi importanti hanno dimostrato quanto i cellulari usati come babysitter siano pericolosi per lo sviluppo dei bambini.

L'elaborazione sensoriale atipica è il disturbo del quale soffrono i bambini che, pur avendo organi di senso normali da un punto di vista fisiologico, sono troppo sensibili - oppure per nulla – agli stimoli dei sensi, ovvero a ciò che vedono, toccano, gustano, annusano, ascoltano. Per esempio, il bambino può toccare o annusare eccessivamente gli oggetti ("ricerca di sensazioni"), può avere una sensibilità inferiore ed essere più lento a rispondere agli stimoli - come essere chiamati per nome ("bassa registrazione"), o può essere turbato da suoni, rumori o luci, ed evitare alcune azioni sensoriali, come farsi lavare i denti ("evitamento di sensazioni").

Il team di ricerca ha analizzato dati di oltre 1.400 bambini e ha scoperto che ogni ora aggiuntiva trascorsa davanti allo schermo nei primi due anni di vita aumenta significativamente il rischio di sviluppare problemi di elaborazione sensoriale. Questo rischio potrebbe avere implicazioni importanti per la salute cognitiva e comportamentale dei bambini nel lungo periodo.

Una cosa è certa: considerando che la neuroscienza ci ripete da tanto tempo che affidare i bambini piccoli agli schermi-babysitter può causare numerosi problemi comportamentali e di sviluppo, la raccomandazione dei pediatri è sempre la stessa: più giochi e passeggiate all'aria aperta. Ma non con i piccoli seduti sul passeggino con il tablet in mano.

A presto!

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