Cari lettori,
desidero esprimere la mia profonda gratitudine per l’attenzione ricevuta da parte della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, in merito al contributo che ho avuto l’onore di offrire in sede di audizione.
Essere ascoltata in un contesto istituzionale di tale rilievo rappresenta non solo un passaggio significativo nel mio percorso, ma soprattutto una responsabilità concreta. Significa contribuire a un dibattito necessario e urgente, portando all’attenzione delle istituzioni temi che riguardano sempre più da vicino la vita quotidiana dei giovani e delle loro famiglie.
Da anni, anche attraverso l’Associazione IoStaccoLaSpina APS, porto avanti un lavoro di sensibilizzazione e azione sul rapporto tra digitale, giovani e vulnerabilità. Un ambito complesso, in continua evoluzione, che richiede strumenti adeguati, consapevolezza diffusa e un approccio sistemico.
Il digitale, infatti, non è più soltanto uno spazio di comunicazione o intrattenimento: è un ambiente che può amplificare dinamiche relazionali, esporre a nuove forme di rischio e, in alcuni casi, contribuire alla nascita o al rafforzamento di fenomeni legati alla violenza e alla fragilità, soprattutto tra i più giovani.
All’interno del documento ufficiale della Commissione, è per me motivo di grande orgoglio vedere richiamato il mio intervento, insieme alle riflessioni e alle azioni suggerite. In particolare, è stata evidenziata la necessità di:
- rafforzare l’educazione digitale come strumento fondamentale di prevenzione;
- riconoscere e analizzare il ruolo degli ambienti online nei fenomeni di violenza e vulnerabilità;
- promuovere percorsi strutturati di consapevolezza rivolti a giovani, famiglie e istituzioni.
Si tratta di elementi centrali per costruire una risposta efficace e duratura a problematiche che non possono più essere affrontate in modo frammentario.
Questo passaggio consolida la convinzione che sia necessario un impegno condiviso, concreto e continuativo. Le sfide poste dal digitale richiedono infatti una collaborazione attiva tra istituzioni, scuola, famiglie e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di creare un ecosistema più sicuro e consapevole per le nuove generazioni.
Non si tratta di contrastare la tecnologia, ma di comprenderla, governarla e integrarla in modo responsabile nei percorsi educativi e sociali. Solo così sarà possibile trasformarla da potenziale fattore di rischio a strumento di crescita e tutela.
Continuerò a lavorare in questa direzione, con l’obiettivo di trasformare l’ascolto in azione e le riflessioni in strumenti concreti di prevenzione, capaci di incidere realmente sulla vita delle persone.
La Relazione completa è disponibile al seguente link:
https://lnkd.in/dXaN4zNN
A presto!




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