lunedì 12 ottobre 2026

Roma Città Solare: una rivoluzione che parte dalla comunità

 


Cari lettori,

Io sono parte di questa comunità. E sono felice di poter condividere un progetto che nasce dalla partecipazione, dalle idee e dalla volontà di costruire insieme una visione diversa del futuro della nostra città.

È nato Roma Città Solare, il primo libro partecipato della Consulta Roma Smart City Lab.

Un progetto che raccoglie 28 capitoli e oltre 30 autori, ma soprattutto tante persone che hanno scelto di mettere a disposizione esperienze, competenze, idee e visioni per immaginare una Roma più innovativa, sostenibile, inclusiva e vicina ai suoi cittadini.

Perché una città intelligente non è soltanto una città che utilizza nuove tecnologie.

È una città che sa mettere la tecnologia al servizio delle persone.

È una città capace di ascoltare, coinvolgere e valorizzare le comunità che la abitano.

È una città nella quale il cambiamento non arriva soltanto dall'alto, ma può nascere anche dal basso, attraverso la partecipazione e la responsabilità condivisa.

Roma Città Solare: la rivoluzione dal basso

33 autori.
28 idee.
Una sola città: Roma Capitale.

Numeri che raccontano la ricchezza di un progetto, ma che soprattutto rappresentano una convinzione: il futuro di Roma si costruisce insieme.

Ed è proprio questo, a mio avviso, il significato più importante di questo libro.

Non un semplice volume da leggere, ma uno spazio nel quale idee diverse possono incontrarsi e contribuire a costruire una visione comune.

Un vero e proprio manifesto partecipato.

Farne parte significa anche assumersi una piccola responsabilità: quella di continuare a immaginare il futuro e, soprattutto, di contribuire a costruirlo.

Anche il lavoro che porto avanti attraverso IoStaccoLaSpina APS nasce da questa stessa idea: una città e una società più consapevoli si costruiscono attraverso l'educazione, la partecipazione e la capacità di mettere le persone al centro.

La trasformazione digitale, l'innovazione e la sostenibilità non possono essere percorsi separati dalla vita quotidiana delle persone.

Devono diventare strumenti per migliorare la qualità della vita, rafforzare le relazioni, creare nuove opportunità e rendere le comunità più consapevoli e partecipi.

Roma Città Solare nasce proprio da questa energia collettiva.

Quella di chi non vuole limitarsi a osservare il cambiamento, ma desidera partecipare alla sua costruzione.

🌞 Roma Città Solare
La rivoluzione dal basso.

33 autori.
28 idee.
Una sola città: Roma Capitale.

E soprattutto, una comunità che sceglie di esserci.

Io sono parte di questa comunità. E tu?

A presto!

#RomaCittàSolare #RomaCapitale #SmartCity #RomaSmartCityLab #Innovazione #Partecipazione #Comunità #Sostenibilità #IoStaccoLaSpina #CittàDelFuturo

venerdì 9 ottobre 2026

Una settimana per staccare la spina: la nuova iniziativa di IoStaccoLaSpina APS per riscoprire il valore del tempo offline

 


Cari lettori,

Ci sono momenti in cui per educare all’uso della tecnologia non serve aggiungere un’altra tecnologia. Serve, semplicemente, fare spazio.

Da questa idea nasce una nuova proposta di IoStaccoLaSpina APS: una settimana dedicata a riscoprire cosa succede quando, a scuola, in famiglia e nelle comunità, scegliamo consapevolmente di ridurre le distrazioni digitali e restituiamo spazio alla relazione, alla creatività, alla lettura, al gioco e alla concentrazione.

L’idea prende spunto da un’interessante iniziativa internazionale, The UnPluggEd Project, promossa negli Stati Uniti da Smartphone Free Childhood US e dal Distraction-Free Schools Policy Project, che invita scuole, famiglie e comunità a dedicare una settimana ad attività di apprendimento e relazione senza la continua mediazione dei dispositivi connessi. Il progetto propone diversi livelli di partecipazione, da una sola giornata fino a un’intera settimana, mettendo al centro attenzione, collaborazione, creatività e connessione umana.

Noi vogliamo raccogliere questo stimolo e trasformarlo in una proposta italiana, accessibile e coerente con la nostra esperienza, coinvolgendo scuole, famiglie, associazioni e realtà educative che vogliano sperimentare, anche per pochi giorni, un modo diverso di stare insieme.

Non vogliamo creare una campagna contro la tecnologia.

Anzi, è esattamente il contrario.

Vogliamo imparare a scegliere quando usarla e quando lasciarla da parte.

Perché una giornata senza smartphone non deve diventare una punizione e una settimana offline non deve essere vissuta come una guerra agli schermi. Può essere un esperimento. Un’occasione per osservare cosa accade quando una classe torna a discutere senza uno schermo davanti, quando un gruppo di ragazzi affronta un’attività creativa utilizzando materiali semplici, quando una famiglia cena senza telefoni sul tavolo, quando un pomeriggio torna a essere fatto di gioco, conversazione, movimento e persino un po’ di noia.

Il progetto internazionale da cui prendiamo ispirazione propone proprio questa prospettiva: non eliminare la tecnologia dalla vita quotidiana, ma creare intenzionalmente occasioni di apprendimento e relazione senza distrazioni digitali, valorizzando discussione, lettura, scrittura, creatività, collaborazione e attività pratiche.

Ed è qui che, come IoStaccoLaSpina APS, vogliamo dare il nostro contributo.

Pensiamo a una Settimana IoStaccoLaSpina, durante la quale ogni realtà partecipante possa scegliere il proprio livello di coinvolgimento: una giornata, alcuni giorni oppure un’intera settimana. Non ci sarà un modello rigido da seguire, perché ogni scuola, ogni famiglia e ogni comunità ha esigenze diverse.

L’importante sarà creare uno spazio intenzionale nel quale poter sperimentare una domanda molto semplice:

Che cosa succede quando smettiamo, per un po’, di essere continuamente connessi?

Potremmo scoprire che i bambini parlano di più. Che i ragazzi inventano attività che non avevano previsto. Che gli insegnanti riescono a proporre modalità diverse di apprendimento. Che i genitori riscoprono momenti di relazione che la presenza costante dello smartphone aveva lentamente frammentato.

Potremmo anche scoprire che non è facile.

Ed è proprio questo il valore dell’esperimento.

Perché il digital detox non dovrebbe essere soltanto una teoria o una raccomandazione rivolta alle famiglie. Deve diventare un’esperienza concreta, qualcosa che possiamo provare e osservare insieme.

Durante questa settimana potranno trovare spazio attività semplici: letture condivise, giochi di gruppo, laboratori creativi, attività manuali, passeggiate, conversazioni, momenti di ascolto, esercizi sulla concentrazione, attività all’aperto e tutto ciò che permette di tornare a utilizzare il tempo senza la necessità di essere continuamente raggiungibili o intrattenuti da uno schermo.

E soprattutto vorremmo coinvolgere i ragazzi non soltanto come destinatari, ma come protagonisti.

Chiedere loro come stanno quando sono offline, cosa fanno quando si annoiano, quali attività vorrebbero riscoprire, cosa trovano difficile e cosa invece scoprono di apprezzare. Perché educare alla disconnessione non significa imporre il silenzio digitale dall’alto: significa aiutare a costruire consapevolezza.

Il progetto internazionale invita scuole, comunità e famiglie a partecipare liberamente e mette a disposizione materiali, idee per le attività, risorse per insegnanti e famiglie e persino strumenti ludici per accompagnare l’esperienza.

Noi vogliamo partire da qui per costruire qualcosa di nostro.

Una proposta italiana che possa diventare, nel tempo, una vera rete di scuole, famiglie, associazioni e comunità che scelgono di dedicare almeno alcuni giorni dell’anno alla riconquista dell’attenzione.

Perché oggi parlare di benessere digitale non significa soltanto parlare di quante ore trascorriamo davanti a uno schermo.

Significa parlare di che cosa perdiamo quando non riusciamo più a stare senza uno schermo.

Perdiamo attenzione?
Conversazione?
Creatività?
Capacità di aspettare?
Tempo condiviso?
Possibilità di annoiarci?

Non vogliamo dare risposte preconfezionate.

Vogliamo provare a scoprirlo insieme.

IoStaccoLaSpina APS lancia quindi questa idea e invita scuole, famiglie, associazioni, educatori e comunità a unirsi a noi per costruire la prima Settimana IoStaccoLaSpina: una settimana per staccare la spina dalla distrazione e riattaccarsi alla vita reale.

Perché non si tratta di tornare indietro.

Si tratta di scegliere, ogni tanto, di esserci davvero.

mercoledì 7 ottobre 2026

IoStaccoLaSpina APS tra le realtà premiate ai Roma Smart City Awards 2026

 












Cari lettori,

Ci sono riconoscimenti che fanno particolarmente piacere perché arrivano in un momento in cui senti che il lavoro che stai portando avanti sta entrando in una visione più ampia.

IoStaccoLaSpina APS è stata scelta tra le realtà che saranno premiate alla III edizione dei Roma Smart City Awards 2026, un appuntamento dedicato a chi contribuisce, attraverso idee, progetti e iniziative concrete, alla trasformazione della città.

La cerimonia si terrà venerdì 16 ottobre 2026, dalle ore 15.00 alle ore 20.00, presso l’Auditorium del MACRO di Roma. L’evento mette in dialogo istituzioni, imprese, ricerca, professionisti, associazioni e società civile e quest’anno dedica particolare attenzione al rapporto tra innovazione tecnologica e innovazione sociale.

Per noi questo riconoscimento ha un significato particolare perché IoStaccoLaSpina Aps nasce proprio dall’idea che innovazione e tecnologia debbano migliorare la vita delle persone, non complicarla.

Da anni lavoriamo sui temi del benessere digitale, della consapevolezza nell’uso della tecnologia, della prevenzione delle violenze digitali, dell’educazione di bambini e ragazzi e della necessità di ritrovare un equilibrio tra connessione e vita reale.

È una visione che sentiamo profondamente vicina al concetto di Smart City espresso da questa manifestazione: una città intelligente non è soltanto una città con più tecnologia, ma una città più accessibile, inclusiva, sostenibile e capace di creare comunità. Il comunicato degli Awards lo dice con chiarezza: l’innovazione non deve essere un fine, ma uno strumento al servizio delle persone e dei territori.

Ed è proprio qui che si incontrano il nostro lavoro e l’idea di una Roma che guarda al futuro senza dimenticare la dimensione umana.

Essere scelti per questo riconoscimento è quindi per noi motivo di grande orgoglio, ma anche una responsabilità: continuare a portare avanti una cultura digitale nella quale la tecnologia sia uno strumento di opportunità, relazione, sicurezza e benessere.

Grazie a chi ha creduto nel nostro lavoro e a tutte le persone che ogni giorno fanno parte di IoStaccoLaSpina APS. Questo riconoscimento è anche vostro.

La giornata culminerà con la cerimonia di premiazione e la partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria.

👉 Se volete essere con noi, potete registrarvi gratuitamente qui:
Registrazione gratuita – Roma Smart City Awards 2026

A presto!

#IoStaccoLaSpina #RomaSmartCityAwards #SmartCity #Roma #Innovazione #InnovazioneSociale #BenessereDigitale #CittadinanzaDigitale #Tecnologia #Inclusione #Sostenibilità #Comunità #ImpattoSociale #IoStaccoLaSpinaAPS


lunedì 5 ottobre 2026

Per preparare i bambini al futuro dell’AI, dobbiamo restituire loro un po’ di infanzia

 


Cari lettori,

C’è un paradosso che dovremmo iniziare a prendere sul serio: mentre cerchiamo di preparare i nostri figli a un futuro sempre più tecnologico, rischiamo di riempire la loro infanzia proprio di quella tecnologia che potrebbe togliere spazio alle competenze di cui avranno più bisogno.

Una riflessione recente, nata dalle considerazioni di una pediatra e ricercatrice, parte da un’idea semplice e provocatoria: il modo migliore per preparare i bambini a un futuro ad alta tecnologia potrebbe essere proprio offrire loro un’infanzia a bassa tecnologia.

Non significa demonizzare smartphone, tablet, videogiochi o intelligenza artificiale. Significa, piuttosto, chiederci che cosa vogliamo davvero allenare nei nostri bambini.

Per molto tempo abbiamo associato la preparazione al futuro soprattutto alle competenze accademiche, alla velocità di apprendimento, alla capacità di utilizzare strumenti sempre più sofisticati. Oggi, però, l’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il valore di alcune di queste abilità. Se una macchina può cercare informazioni, elaborare testi, fare calcoli, tradurre, riassumere e produrre contenuti in pochi secondi, diventa ancora più importante ciò che una macchina non può vivere al posto nostro.

La relazione. La curiosità. La creatività. L’empatia. Il pensiero critico. La resilienza.

Sono competenze che non si imparano necessariamente davanti a uno schermo.

Un bambino sviluppa il pensiero critico anche quando gli permettiamo di fare una domanda e di non ricevere immediatamente la risposta. Quando lo invitiamo a osservare, provare, sbagliare, formulare un'ipotesi e cercare una soluzione. In un mondo nel quale basta rivolgersi a un motore di ricerca o a un sistema di intelligenza artificiale per ottenere una risposta, imparare a cercare prima di chiedere potrebbe diventare una competenza preziosa.

Lo stesso vale per la creatività.

Una scatola di cartone può diventare una casa, una macchina, un castello, un negozio o qualsiasi altra cosa un bambino riesca a immaginare. Non serve sempre un'applicazione che suggerisca cosa fare, un gioco che stabilisca le regole o un contenuto che riempia ogni momento vuoto.

A volte la noia è uno spazio creativo.

E questo è uno degli aspetti che come IoStaccoLaSpina APS consideriamo fondamentali quando parliamo di benessere digitale: non dobbiamo riempire ogni vuoto.

Un bambino che si annoia non è necessariamente un bambino che sta perdendo tempo. Può essere un bambino che sta imparando a inventare qualcosa, a tollerare l'attesa, ad ascoltare se stesso, a costruire un gioco senza che qualcun altro lo abbia progettato per lui.

Anche l'empatia nasce dalla relazione reale. Leggere insieme una storia e chiedere perché un personaggio si è comportato in un determinato modo, parlare di quello che prova un amico, imparare a riconoscere la sofferenza degli altri: sono esperienze che costruiscono una competenza profondamente umana.

E poi c'è la resilienza, forse una delle qualità più importanti in un mondo che promette sempre più efficienza e immediatezza.

Un bambino deve poter sperimentare anche la frustrazione, una difficoltà, un litigio, un errore. Deve sapere che non tutto può essere risolto immediatamente e che non ogni emozione spiacevole deve essere eliminata nel momento in cui compare.

Crescere significa anche attraversare ciò che è difficile.

Come genitori, educatori e adulti possiamo accompagnare i bambini senza cercare continuamente di sostituirci a loro. Possiamo esserci senza risolvere ogni problema, ascoltare senza fornire immediatamente una soluzione, lasciare spazio alla sperimentazione e soprattutto mostrare, attraverso il nostro comportamento, che anche noi possiamo sbagliare.

Questo diventa ancora più importante nell'epoca dell'intelligenza artificiale.

Non sappiamo esattamente quali saranno i lavori che faranno i bambini di oggi, quali strumenti utilizzeranno o quali professioni cambieranno radicalmente. Possiamo però sapere quali qualità continueranno ad avere valore: saper stare con gli altri, comprendere un punto di vista diverso, fare domande, immaginare possibilità, valutare informazioni, affrontare gli errori e costruire relazioni significative.

Per questo, preparare i bambini all'AI non significa necessariamente metterli davanti all'AI il prima possibile.

Significa anche restituire loro tempo per essere bambini.

Tempo per giocare senza istruzioni. Per leggere. Per costruire. Per parlare. Per stare all'aria aperta. Per annoiarsi. Per litigare e fare pace. Per inventare storie. Per fare domande. Per scoprire che non tutte le risposte arrivano immediatamente.

La tecnologia farà sempre più parte della loro vita. E proprio per questo non dobbiamo permettere che occupi tutto lo spazio della loro crescita.

Il futuro sarà tecnologico. Ma i bambini che lo vivranno resteranno persone.

E forse la nostra responsabilità più grande non è insegnare loro a diventare simili alle macchine, ma aiutarli a sviluppare tutto ciò che li rende profondamente umani.

A presto!

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mercoledì 30 settembre 2026

Robot, intelligenza artificiale e futuro umano: cosa rischiamo di perdere?


 Cari lettori,

La domanda più importante non è se i robot diventeranno sempre più simili a noi. È se noi, mentre costruiamo macchine sempre più intelligenti, sapremo continuare a essere pienamente umani.

I robot stanno entrando nelle fabbriche, negli ospedali, nei magazzini, nelle abitazioni. La robotica, combinata con l'intelligenza artificiale, sta trasformando il modo in cui lavoriamo, produciamo, ci spostiamo e interagiamo.

Il dibattito pubblico si concentra spesso su una domanda: quanti posti di lavoro verranno sostituiti?

È una domanda importante. Ma non è l'unica.

Per chi, come IoStaccoLaSpina APS, si occupa di consapevolezza digitale e di benessere nell'uso della tecnologia, esiste una domanda ancora più profonda:

che cosa rischiamo di smettere di imparare, di fare e persino di desiderare quando una macchina può fare sempre più cose al posto nostro?

Quando la tecnologia fa tutto al posto nostro

Ogni tecnologia nasce, in fondo, per semplificarci la vita.

E semplificare non è necessariamente un problema.

Il problema nasce quando la comodità sostituisce completamente l'esperienza.

Se un sistema trova sempre la risposta al posto nostro, quanto continueremo ad allenare la capacità di cercare?

Se un algoritmo prende una decisione per noi, quanto continueremo a esercitare la capacità di valutare alternative?

Se una macchina risolve ogni difficoltà, quanto spazio rimarrà per l'errore, la sperimentazione, la creatività e la scoperta?

Le competenze non sono soltanto informazioni che possediamo. Sono anche capacità che manteniamo attraverso l'esercizio.

E ciò che smettiamo di esercitare può, nel tempo, diventare più fragile.

Il tema diventa ancora più importante quando parliamo di bambini

È soprattutto guardando all'infanzia che questa riflessione assume un significato particolare.

Un bambino ha bisogno soltanto di ricevere risposte o ha bisogno anche di imparare a cercarle?

Ha bisogno di essere continuamente intrattenuto oppure ha bisogno anche di sperimentare la noia?

Ha bisogno di strumenti che anticipino ogni sua necessità oppure deve poter provare, sbagliare, inventare e trovare soluzioni?

Un sistema tecnologico può raccontare una storia.

Ma ascoltare un genitore leggerla ad alta voce è un'altra esperienza.

Non significa soltanto ascoltare delle parole. Significa condividere un tempo, uno spazio, uno sguardo, una relazione.

La differenza non è nella qualità tecnica della storia.

È nella qualità umana dell'esperienza.

Un robot può assistere. Ma cosa significa prendersi cura?

Pensiamo anche agli anziani, alle persone fragili, a chi ha bisogno di assistenza nella vita quotidiana.

Un robot può ricordare una terapia, facilitare alcune attività, fornire supporto pratico e contribuire all'autonomia.

Sono possibilità importanti.

Ma l'assistenza non coincide sempre con la cura.

Una persona non ha soltanto bisogno che qualcuno faccia qualcosa per lei.

Ha bisogno di essere ascoltata, considerata, riconosciuta.

La tecnologia può aiutare una persona a vivere meglio, ma non dovrebbe diventare un alibi per ridurre le occasioni di relazione umana.

La domanda, quindi, non dovrebbe essere soltanto:

"Può farlo un robot?"

Dovremmo chiederci anche:

"È opportuno che lo faccia un robot?"

Privacy, dati e controllo

C'è poi un altro elemento che non possiamo ignorare: i dati.

Più sistemi tecnologici entrano nella nostra vita, più informazioni possono essere raccolte sulle nostre abitudini, preferenze, comportamenti e interazioni.

Chi raccoglie questi dati?

Per quale finalità?

Come vengono utilizzati?

Chi può accedervi?

Quanto siamo consapevoli di ciò che stiamo concedendo?

Quando una decisione viene presa o suggerita da un sistema automatizzato, dobbiamo inoltre poter comprendere, per quanto possibile, come viene prodotta e avere strumenti per contestarla quando necessario.

La consapevolezza digitale passa anche da qui: non utilizzare semplicemente una tecnologia, ma comprenderne implicazioni, limiti e responsabilità.

Non dobbiamo avere paura dei robot. Dobbiamo imparare a governare la tecnologia

La robotica non è il nemico.

L'intelligenza artificiale non è il nemico.

Il problema non è la tecnologia in sé.

Il punto è come scegliamo di utilizzarla e quali spazi decidiamo di non delegarle.

Una società tecnologicamente avanzata non dovrebbe essere quella in cui le macchine fanno tutto.

Dovrebbe essere quella in cui sappiamo distinguere ciò che è utile delegare da ciò che è importante continuare a fare personalmente.

Perché alcune attività producono un risultato.

Altre, mentre le facciamo, costruiscono noi stessi.

Leggere una storia a un bambino produce un momento di relazione.

Risolvere un problema senza aiuti produce apprendimento.

Giocare liberamente produce creatività.

Parlare con qualcuno produce legame.

Affrontare una difficoltà produce autonomia.

E non tutto ciò che può essere automatizzato deve necessariamente esserlo.

Il futuro che vogliamo costruire

Come IoStaccoLaSpina APS crediamo che la vera sfida non sia scegliere tra tecnologia e persone.

La sfida è costruire un rapporto più consapevole tra le due.

La tecnologia può accompagnarci nel futuro.

Può aiutarci, semplificarci la vita, aumentare le nostre possibilità e supportare persone e comunità.

Ma dobbiamo continuare a proteggerne il confine.

Soprattutto quando parliamo di bambini e ragazzi, il futuro non può essere fatto soltanto di strumenti sempre più intelligenti.

Deve essere fatto anche di persone capaci di pensare, scegliere, creare, sbagliare, relazionarsi, emozionarsi e prendersi cura degli altri.

Perché la vera domanda non è quanto saranno intelligenti le macchine.

È:

quanto sapremo essere consapevoli noi.

E forse è proprio questa la competenza più importante che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni.

Non dobbiamo insegnare ai ragazzi a vivere senza tecnologia. Dobbiamo aiutarli a non dimenticare come si vive anche senza di essa.

A presto!

lunedì 28 settembre 2026

🌞 ROMA CITTÀ SOLARE – LA RIVOLUZIONE DAL BASSO


 

Cari lettori,

🌞 ROMA CITTÀ SOLARE – LA RIVOLUZIONE DAL BASSO

Un libro nato da 33 autori e 28 idee, per raccontare una Roma che può costruire il proprio futuro mettendo al centro persone, relazioni, sostenibilità, innovazione e qualità della vita.

📖 Lunedì 28 settembre, alle ore 16:00, in Aula Giulio Cesare, Campidoglio, durante l’Assemblea Generale della Consulta Roma Smart City Lab, sarà presentato il volume e partirà anche l’apertura delle vendite online in serie limitata.

Una città non si trasforma soltanto dall’alto. La vera rivoluzione parte da chi la vive.

#RomaCittàSolare #LaRivoluzioneDalBasso #Roma #SmartCity #Innovazione #Cittadinanza #Futuro #IoStaccoLaSpina #BenessereDigitale

venerdì 25 settembre 2026

🌿 Il Creamomenti: 120 occasioni per spegnere lo schermo e accendere la vita


 Cari lettori,

Quante volte diciamo: “Dobbiamo fare qualcosa insieme”… e poi finiamo tutti davanti a uno schermo?


📵 Il Creamomenti – 120 Attività per Immortalare Ricordi di Vita Offline nasce proprio per cambiare questo.


È un libro da aprire quando non sai cosa fare, quando vuoi trascorrere del tempo di qualità con le persone che ami o semplicemente quando senti il bisogno di rallentare e tornare a vivere il presente.


Dentro trovi 120 attività, pensate per trasformare una giornata qualunque in un'esperienza da ricordare: idee creative, piccole avventure, momenti da condividere, occasioni per scoprire luoghi, giocare, parlare, ridere, sperimentare e soprattutto stare insieme senza che lo smartphone sia sempre al centro.


Il vero vantaggio di avere Il Creamomenti?

Non ti propone semplicemente qualcosa da leggere: ti suggerisce qualcosa da fare.


Può diventare una piccola sfida personale, un regalo originale, un'idea per una giornata in famiglia, un modo per ritrovare complicità con chi ami o semplicemente una scatola di idee da cui pescare ogni volta che vuoi dire: “Oggi facciamo qualcosa di diverso.”


E c'è una cosa ancora più importante: i momenti che vivrai non resteranno soltanto dentro una galleria fotografica. Potranno diventare ricordi vissuti davvero.


Perché abbiamo bisogno della tecnologia, ma abbiamo anche bisogno di ciò che nessuno schermo può sostituire: una passeggiata, una risata, una conversazione, una scoperta, un abbraccio, il tempo condiviso.


💚 Il Creamomenti è un invito a creare ricordi invece di consumare contenuti.


🎁 Può essere anche un'idea regalo originale per chi ami: un regalo che non aggiunge un altro oggetto alla vita di qualcuno, ma può regalargli tempo, esperienze e momenti da ricordare.


📖 Scopri Il Creamomenti – Digital Detox e inizia a scegliere il tuo prossimo momento offline.


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🌱 120 attività. Infinite possibilità di creare ricordi.


A presto!

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Roma Città Solare: una rivoluzione che parte dalla comunità

  Cari lettori, Io sono parte di questa comunità. E sono felice di poter condividere un progetto che nasce dalla partecipazione, dalle idee...