venerdì 9 ottobre 2026

Una settimana per staccare la spina: la nuova iniziativa di IoStaccoLaSpina APS per riscoprire il valore del tempo offline

 


Cari lettori,

Ci sono momenti in cui per educare all’uso della tecnologia non serve aggiungere un’altra tecnologia. Serve, semplicemente, fare spazio.

Da questa idea nasce una nuova proposta di IoStaccoLaSpina APS: una settimana dedicata a riscoprire cosa succede quando, a scuola, in famiglia e nelle comunità, scegliamo consapevolmente di ridurre le distrazioni digitali e restituiamo spazio alla relazione, alla creatività, alla lettura, al gioco e alla concentrazione.

L’idea prende spunto da un’interessante iniziativa internazionale, The UnPluggEd Project, promossa negli Stati Uniti da Smartphone Free Childhood US e dal Distraction-Free Schools Policy Project, che invita scuole, famiglie e comunità a dedicare una settimana ad attività di apprendimento e relazione senza la continua mediazione dei dispositivi connessi. Il progetto propone diversi livelli di partecipazione, da una sola giornata fino a un’intera settimana, mettendo al centro attenzione, collaborazione, creatività e connessione umana.

Noi vogliamo raccogliere questo stimolo e trasformarlo in una proposta italiana, accessibile e coerente con la nostra esperienza, coinvolgendo scuole, famiglie, associazioni e realtà educative che vogliano sperimentare, anche per pochi giorni, un modo diverso di stare insieme.

Non vogliamo creare una campagna contro la tecnologia.

Anzi, è esattamente il contrario.

Vogliamo imparare a scegliere quando usarla e quando lasciarla da parte.

Perché una giornata senza smartphone non deve diventare una punizione e una settimana offline non deve essere vissuta come una guerra agli schermi. Può essere un esperimento. Un’occasione per osservare cosa accade quando una classe torna a discutere senza uno schermo davanti, quando un gruppo di ragazzi affronta un’attività creativa utilizzando materiali semplici, quando una famiglia cena senza telefoni sul tavolo, quando un pomeriggio torna a essere fatto di gioco, conversazione, movimento e persino un po’ di noia.

Il progetto internazionale da cui prendiamo ispirazione propone proprio questa prospettiva: non eliminare la tecnologia dalla vita quotidiana, ma creare intenzionalmente occasioni di apprendimento e relazione senza distrazioni digitali, valorizzando discussione, lettura, scrittura, creatività, collaborazione e attività pratiche.

Ed è qui che, come IoStaccoLaSpina APS, vogliamo dare il nostro contributo.

Pensiamo a una Settimana IoStaccoLaSpina, durante la quale ogni realtà partecipante possa scegliere il proprio livello di coinvolgimento: una giornata, alcuni giorni oppure un’intera settimana. Non ci sarà un modello rigido da seguire, perché ogni scuola, ogni famiglia e ogni comunità ha esigenze diverse.

L’importante sarà creare uno spazio intenzionale nel quale poter sperimentare una domanda molto semplice:

Che cosa succede quando smettiamo, per un po’, di essere continuamente connessi?

Potremmo scoprire che i bambini parlano di più. Che i ragazzi inventano attività che non avevano previsto. Che gli insegnanti riescono a proporre modalità diverse di apprendimento. Che i genitori riscoprono momenti di relazione che la presenza costante dello smartphone aveva lentamente frammentato.

Potremmo anche scoprire che non è facile.

Ed è proprio questo il valore dell’esperimento.

Perché il digital detox non dovrebbe essere soltanto una teoria o una raccomandazione rivolta alle famiglie. Deve diventare un’esperienza concreta, qualcosa che possiamo provare e osservare insieme.

Durante questa settimana potranno trovare spazio attività semplici: letture condivise, giochi di gruppo, laboratori creativi, attività manuali, passeggiate, conversazioni, momenti di ascolto, esercizi sulla concentrazione, attività all’aperto e tutto ciò che permette di tornare a utilizzare il tempo senza la necessità di essere continuamente raggiungibili o intrattenuti da uno schermo.

E soprattutto vorremmo coinvolgere i ragazzi non soltanto come destinatari, ma come protagonisti.

Chiedere loro come stanno quando sono offline, cosa fanno quando si annoiano, quali attività vorrebbero riscoprire, cosa trovano difficile e cosa invece scoprono di apprezzare. Perché educare alla disconnessione non significa imporre il silenzio digitale dall’alto: significa aiutare a costruire consapevolezza.

Il progetto internazionale invita scuole, comunità e famiglie a partecipare liberamente e mette a disposizione materiali, idee per le attività, risorse per insegnanti e famiglie e persino strumenti ludici per accompagnare l’esperienza.

Noi vogliamo partire da qui per costruire qualcosa di nostro.

Una proposta italiana che possa diventare, nel tempo, una vera rete di scuole, famiglie, associazioni e comunità che scelgono di dedicare almeno alcuni giorni dell’anno alla riconquista dell’attenzione.

Perché oggi parlare di benessere digitale non significa soltanto parlare di quante ore trascorriamo davanti a uno schermo.

Significa parlare di che cosa perdiamo quando non riusciamo più a stare senza uno schermo.

Perdiamo attenzione?
Conversazione?
Creatività?
Capacità di aspettare?
Tempo condiviso?
Possibilità di annoiarci?

Non vogliamo dare risposte preconfezionate.

Vogliamo provare a scoprirlo insieme.

IoStaccoLaSpina APS lancia quindi questa idea e invita scuole, famiglie, associazioni, educatori e comunità a unirsi a noi per costruire la prima Settimana IoStaccoLaSpina: una settimana per staccare la spina dalla distrazione e riattaccarsi alla vita reale.

Perché non si tratta di tornare indietro.

Si tratta di scegliere, ogni tanto, di esserci davvero.

mercoledì 7 ottobre 2026

IoStaccoLaSpina APS tra le realtà premiate ai Roma Smart City Awards 2026

 












Cari lettori,

Ci sono riconoscimenti che fanno particolarmente piacere perché arrivano in un momento in cui senti che il lavoro che stai portando avanti sta entrando in una visione più ampia.

IoStaccoLaSpina APS è stata scelta tra le realtà che saranno premiate alla III edizione dei Roma Smart City Awards 2026, un appuntamento dedicato a chi contribuisce, attraverso idee, progetti e iniziative concrete, alla trasformazione della città.

La cerimonia si terrà venerdì 16 ottobre 2026, dalle ore 15.00 alle ore 20.00, presso l’Auditorium del MACRO di Roma. L’evento mette in dialogo istituzioni, imprese, ricerca, professionisti, associazioni e società civile e quest’anno dedica particolare attenzione al rapporto tra innovazione tecnologica e innovazione sociale.

Per noi questo riconoscimento ha un significato particolare perché IoStaccoLaSpina Aps nasce proprio dall’idea che innovazione e tecnologia debbano migliorare la vita delle persone, non complicarla.

Da anni lavoriamo sui temi del benessere digitale, della consapevolezza nell’uso della tecnologia, della prevenzione delle violenze digitali, dell’educazione di bambini e ragazzi e della necessità di ritrovare un equilibrio tra connessione e vita reale.

È una visione che sentiamo profondamente vicina al concetto di Smart City espresso da questa manifestazione: una città intelligente non è soltanto una città con più tecnologia, ma una città più accessibile, inclusiva, sostenibile e capace di creare comunità. Il comunicato degli Awards lo dice con chiarezza: l’innovazione non deve essere un fine, ma uno strumento al servizio delle persone e dei territori.

Ed è proprio qui che si incontrano il nostro lavoro e l’idea di una Roma che guarda al futuro senza dimenticare la dimensione umana.

Essere scelti per questo riconoscimento è quindi per noi motivo di grande orgoglio, ma anche una responsabilità: continuare a portare avanti una cultura digitale nella quale la tecnologia sia uno strumento di opportunità, relazione, sicurezza e benessere.

Grazie a chi ha creduto nel nostro lavoro e a tutte le persone che ogni giorno fanno parte di IoStaccoLaSpina APS. Questo riconoscimento è anche vostro.

La giornata culminerà con la cerimonia di premiazione e la partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria.

👉 Se volete essere con noi, potete registrarvi gratuitamente qui:
Registrazione gratuita – Roma Smart City Awards 2026

A presto!

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lunedì 5 ottobre 2026

Per preparare i bambini al futuro dell’AI, dobbiamo restituire loro un po’ di infanzia

 


Cari lettori,

C’è un paradosso che dovremmo iniziare a prendere sul serio: mentre cerchiamo di preparare i nostri figli a un futuro sempre più tecnologico, rischiamo di riempire la loro infanzia proprio di quella tecnologia che potrebbe togliere spazio alle competenze di cui avranno più bisogno.

Una riflessione recente, nata dalle considerazioni di una pediatra e ricercatrice, parte da un’idea semplice e provocatoria: il modo migliore per preparare i bambini a un futuro ad alta tecnologia potrebbe essere proprio offrire loro un’infanzia a bassa tecnologia.

Non significa demonizzare smartphone, tablet, videogiochi o intelligenza artificiale. Significa, piuttosto, chiederci che cosa vogliamo davvero allenare nei nostri bambini.

Per molto tempo abbiamo associato la preparazione al futuro soprattutto alle competenze accademiche, alla velocità di apprendimento, alla capacità di utilizzare strumenti sempre più sofisticati. Oggi, però, l’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il valore di alcune di queste abilità. Se una macchina può cercare informazioni, elaborare testi, fare calcoli, tradurre, riassumere e produrre contenuti in pochi secondi, diventa ancora più importante ciò che una macchina non può vivere al posto nostro.

La relazione. La curiosità. La creatività. L’empatia. Il pensiero critico. La resilienza.

Sono competenze che non si imparano necessariamente davanti a uno schermo.

Un bambino sviluppa il pensiero critico anche quando gli permettiamo di fare una domanda e di non ricevere immediatamente la risposta. Quando lo invitiamo a osservare, provare, sbagliare, formulare un'ipotesi e cercare una soluzione. In un mondo nel quale basta rivolgersi a un motore di ricerca o a un sistema di intelligenza artificiale per ottenere una risposta, imparare a cercare prima di chiedere potrebbe diventare una competenza preziosa.

Lo stesso vale per la creatività.

Una scatola di cartone può diventare una casa, una macchina, un castello, un negozio o qualsiasi altra cosa un bambino riesca a immaginare. Non serve sempre un'applicazione che suggerisca cosa fare, un gioco che stabilisca le regole o un contenuto che riempia ogni momento vuoto.

A volte la noia è uno spazio creativo.

E questo è uno degli aspetti che come IoStaccoLaSpina APS consideriamo fondamentali quando parliamo di benessere digitale: non dobbiamo riempire ogni vuoto.

Un bambino che si annoia non è necessariamente un bambino che sta perdendo tempo. Può essere un bambino che sta imparando a inventare qualcosa, a tollerare l'attesa, ad ascoltare se stesso, a costruire un gioco senza che qualcun altro lo abbia progettato per lui.

Anche l'empatia nasce dalla relazione reale. Leggere insieme una storia e chiedere perché un personaggio si è comportato in un determinato modo, parlare di quello che prova un amico, imparare a riconoscere la sofferenza degli altri: sono esperienze che costruiscono una competenza profondamente umana.

E poi c'è la resilienza, forse una delle qualità più importanti in un mondo che promette sempre più efficienza e immediatezza.

Un bambino deve poter sperimentare anche la frustrazione, una difficoltà, un litigio, un errore. Deve sapere che non tutto può essere risolto immediatamente e che non ogni emozione spiacevole deve essere eliminata nel momento in cui compare.

Crescere significa anche attraversare ciò che è difficile.

Come genitori, educatori e adulti possiamo accompagnare i bambini senza cercare continuamente di sostituirci a loro. Possiamo esserci senza risolvere ogni problema, ascoltare senza fornire immediatamente una soluzione, lasciare spazio alla sperimentazione e soprattutto mostrare, attraverso il nostro comportamento, che anche noi possiamo sbagliare.

Questo diventa ancora più importante nell'epoca dell'intelligenza artificiale.

Non sappiamo esattamente quali saranno i lavori che faranno i bambini di oggi, quali strumenti utilizzeranno o quali professioni cambieranno radicalmente. Possiamo però sapere quali qualità continueranno ad avere valore: saper stare con gli altri, comprendere un punto di vista diverso, fare domande, immaginare possibilità, valutare informazioni, affrontare gli errori e costruire relazioni significative.

Per questo, preparare i bambini all'AI non significa necessariamente metterli davanti all'AI il prima possibile.

Significa anche restituire loro tempo per essere bambini.

Tempo per giocare senza istruzioni. Per leggere. Per costruire. Per parlare. Per stare all'aria aperta. Per annoiarsi. Per litigare e fare pace. Per inventare storie. Per fare domande. Per scoprire che non tutte le risposte arrivano immediatamente.

La tecnologia farà sempre più parte della loro vita. E proprio per questo non dobbiamo permettere che occupi tutto lo spazio della loro crescita.

Il futuro sarà tecnologico. Ma i bambini che lo vivranno resteranno persone.

E forse la nostra responsabilità più grande non è insegnare loro a diventare simili alle macchine, ma aiutarli a sviluppare tutto ciò che li rende profondamente umani.

A presto!

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mercoledì 30 settembre 2026

Robot, intelligenza artificiale e futuro umano: cosa rischiamo di perdere?


 Cari lettori,

La domanda più importante non è se i robot diventeranno sempre più simili a noi. È se noi, mentre costruiamo macchine sempre più intelligenti, sapremo continuare a essere pienamente umani.

I robot stanno entrando nelle fabbriche, negli ospedali, nei magazzini, nelle abitazioni. La robotica, combinata con l'intelligenza artificiale, sta trasformando il modo in cui lavoriamo, produciamo, ci spostiamo e interagiamo.

Il dibattito pubblico si concentra spesso su una domanda: quanti posti di lavoro verranno sostituiti?

È una domanda importante. Ma non è l'unica.

Per chi, come IoStaccoLaSpina APS, si occupa di consapevolezza digitale e di benessere nell'uso della tecnologia, esiste una domanda ancora più profonda:

che cosa rischiamo di smettere di imparare, di fare e persino di desiderare quando una macchina può fare sempre più cose al posto nostro?

Quando la tecnologia fa tutto al posto nostro

Ogni tecnologia nasce, in fondo, per semplificarci la vita.

E semplificare non è necessariamente un problema.

Il problema nasce quando la comodità sostituisce completamente l'esperienza.

Se un sistema trova sempre la risposta al posto nostro, quanto continueremo ad allenare la capacità di cercare?

Se un algoritmo prende una decisione per noi, quanto continueremo a esercitare la capacità di valutare alternative?

Se una macchina risolve ogni difficoltà, quanto spazio rimarrà per l'errore, la sperimentazione, la creatività e la scoperta?

Le competenze non sono soltanto informazioni che possediamo. Sono anche capacità che manteniamo attraverso l'esercizio.

E ciò che smettiamo di esercitare può, nel tempo, diventare più fragile.

Il tema diventa ancora più importante quando parliamo di bambini

È soprattutto guardando all'infanzia che questa riflessione assume un significato particolare.

Un bambino ha bisogno soltanto di ricevere risposte o ha bisogno anche di imparare a cercarle?

Ha bisogno di essere continuamente intrattenuto oppure ha bisogno anche di sperimentare la noia?

Ha bisogno di strumenti che anticipino ogni sua necessità oppure deve poter provare, sbagliare, inventare e trovare soluzioni?

Un sistema tecnologico può raccontare una storia.

Ma ascoltare un genitore leggerla ad alta voce è un'altra esperienza.

Non significa soltanto ascoltare delle parole. Significa condividere un tempo, uno spazio, uno sguardo, una relazione.

La differenza non è nella qualità tecnica della storia.

È nella qualità umana dell'esperienza.

Un robot può assistere. Ma cosa significa prendersi cura?

Pensiamo anche agli anziani, alle persone fragili, a chi ha bisogno di assistenza nella vita quotidiana.

Un robot può ricordare una terapia, facilitare alcune attività, fornire supporto pratico e contribuire all'autonomia.

Sono possibilità importanti.

Ma l'assistenza non coincide sempre con la cura.

Una persona non ha soltanto bisogno che qualcuno faccia qualcosa per lei.

Ha bisogno di essere ascoltata, considerata, riconosciuta.

La tecnologia può aiutare una persona a vivere meglio, ma non dovrebbe diventare un alibi per ridurre le occasioni di relazione umana.

La domanda, quindi, non dovrebbe essere soltanto:

"Può farlo un robot?"

Dovremmo chiederci anche:

"È opportuno che lo faccia un robot?"

Privacy, dati e controllo

C'è poi un altro elemento che non possiamo ignorare: i dati.

Più sistemi tecnologici entrano nella nostra vita, più informazioni possono essere raccolte sulle nostre abitudini, preferenze, comportamenti e interazioni.

Chi raccoglie questi dati?

Per quale finalità?

Come vengono utilizzati?

Chi può accedervi?

Quanto siamo consapevoli di ciò che stiamo concedendo?

Quando una decisione viene presa o suggerita da un sistema automatizzato, dobbiamo inoltre poter comprendere, per quanto possibile, come viene prodotta e avere strumenti per contestarla quando necessario.

La consapevolezza digitale passa anche da qui: non utilizzare semplicemente una tecnologia, ma comprenderne implicazioni, limiti e responsabilità.

Non dobbiamo avere paura dei robot. Dobbiamo imparare a governare la tecnologia

La robotica non è il nemico.

L'intelligenza artificiale non è il nemico.

Il problema non è la tecnologia in sé.

Il punto è come scegliamo di utilizzarla e quali spazi decidiamo di non delegarle.

Una società tecnologicamente avanzata non dovrebbe essere quella in cui le macchine fanno tutto.

Dovrebbe essere quella in cui sappiamo distinguere ciò che è utile delegare da ciò che è importante continuare a fare personalmente.

Perché alcune attività producono un risultato.

Altre, mentre le facciamo, costruiscono noi stessi.

Leggere una storia a un bambino produce un momento di relazione.

Risolvere un problema senza aiuti produce apprendimento.

Giocare liberamente produce creatività.

Parlare con qualcuno produce legame.

Affrontare una difficoltà produce autonomia.

E non tutto ciò che può essere automatizzato deve necessariamente esserlo.

Il futuro che vogliamo costruire

Come IoStaccoLaSpina APS crediamo che la vera sfida non sia scegliere tra tecnologia e persone.

La sfida è costruire un rapporto più consapevole tra le due.

La tecnologia può accompagnarci nel futuro.

Può aiutarci, semplificarci la vita, aumentare le nostre possibilità e supportare persone e comunità.

Ma dobbiamo continuare a proteggerne il confine.

Soprattutto quando parliamo di bambini e ragazzi, il futuro non può essere fatto soltanto di strumenti sempre più intelligenti.

Deve essere fatto anche di persone capaci di pensare, scegliere, creare, sbagliare, relazionarsi, emozionarsi e prendersi cura degli altri.

Perché la vera domanda non è quanto saranno intelligenti le macchine.

È:

quanto sapremo essere consapevoli noi.

E forse è proprio questa la competenza più importante che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni.

Non dobbiamo insegnare ai ragazzi a vivere senza tecnologia. Dobbiamo aiutarli a non dimenticare come si vive anche senza di essa.

A presto!

lunedì 28 settembre 2026

🌞 ROMA CITTÀ SOLARE – LA RIVOLUZIONE DAL BASSO


 

Cari lettori,

🌞 ROMA CITTÀ SOLARE – LA RIVOLUZIONE DAL BASSO

Un libro nato da 33 autori e 28 idee, per raccontare una Roma che può costruire il proprio futuro mettendo al centro persone, relazioni, sostenibilità, innovazione e qualità della vita.

📖 Lunedì 28 settembre, alle ore 16:00, in Aula Giulio Cesare, Campidoglio, durante l’Assemblea Generale della Consulta Roma Smart City Lab, sarà presentato il volume e partirà anche l’apertura delle vendite online in serie limitata.

Una città non si trasforma soltanto dall’alto. La vera rivoluzione parte da chi la vive.

#RomaCittàSolare #LaRivoluzioneDalBasso #Roma #SmartCity #Innovazione #Cittadinanza #Futuro #IoStaccoLaSpina #BenessereDigitale

venerdì 25 settembre 2026

🌿 Il Creamomenti: 120 occasioni per spegnere lo schermo e accendere la vita


 Cari lettori,

Quante volte diciamo: “Dobbiamo fare qualcosa insieme”… e poi finiamo tutti davanti a uno schermo?


📵 Il Creamomenti – 120 Attività per Immortalare Ricordi di Vita Offline nasce proprio per cambiare questo.


È un libro da aprire quando non sai cosa fare, quando vuoi trascorrere del tempo di qualità con le persone che ami o semplicemente quando senti il bisogno di rallentare e tornare a vivere il presente.


Dentro trovi 120 attività, pensate per trasformare una giornata qualunque in un'esperienza da ricordare: idee creative, piccole avventure, momenti da condividere, occasioni per scoprire luoghi, giocare, parlare, ridere, sperimentare e soprattutto stare insieme senza che lo smartphone sia sempre al centro.


Il vero vantaggio di avere Il Creamomenti?

Non ti propone semplicemente qualcosa da leggere: ti suggerisce qualcosa da fare.


Può diventare una piccola sfida personale, un regalo originale, un'idea per una giornata in famiglia, un modo per ritrovare complicità con chi ami o semplicemente una scatola di idee da cui pescare ogni volta che vuoi dire: “Oggi facciamo qualcosa di diverso.”


E c'è una cosa ancora più importante: i momenti che vivrai non resteranno soltanto dentro una galleria fotografica. Potranno diventare ricordi vissuti davvero.


Perché abbiamo bisogno della tecnologia, ma abbiamo anche bisogno di ciò che nessuno schermo può sostituire: una passeggiata, una risata, una conversazione, una scoperta, un abbraccio, il tempo condiviso.


💚 Il Creamomenti è un invito a creare ricordi invece di consumare contenuti.


🎁 Può essere anche un'idea regalo originale per chi ami: un regalo che non aggiunge un altro oggetto alla vita di qualcuno, ma può regalargli tempo, esperienze e momenti da ricordare.


📖 Scopri Il Creamomenti – Digital Detox e inizia a scegliere il tuo prossimo momento offline.


👉 Acquistalo qui: Il Creamomenti su Amazon


🌱 120 attività. Infinite possibilità di creare ricordi.


A presto!

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mercoledì 23 settembre 2026

Intelligenza artificiale, imparare per non subirla: i corsi gratuiti di IoStaccoLaSpina APS e Sesto Potere Aps


 

Cari lettori,

L’intelligenza artificiale è già entrata nella nostra vita quotidiana. La troviamo nei telefoni, nei motori di ricerca, nelle applicazioni che utilizziamo ogni giorno, negli strumenti di lavoro, nella scuola e nella comunicazione. Eppure, per molte persone, l’IA continua a essere qualcosa di difficile da comprendere, quasi una tecnologia riservata a chi possiede competenze informatiche.

Noi di IoStaccoLaSpina APS pensiamo che non debba essere così.

Conoscere la tecnologia significa anche poterla utilizzare con maggiore consapevolezza, comprenderne le opportunità e riconoscerne i limiti. Per questo abbiamo scelto di sottoscrivere una convenzione con Sesto Potere APS e di mettere a disposizione della nostra comunità un calendario di corsi gratuiti di intelligenza artificiale, completamente online.

La scelta nasce da una convinzione precisa: l’educazione digitale non può occuparsi soltanto dei rischi della tecnologia. Deve offrire anche alle persone gli strumenti per capire ciò che sta cambiando e partecipare consapevolmente a questo cambiamento.

Perché abbiamo scelto questa collaborazione

La nostra missione è sempre stata quella di promuovere un rapporto più equilibrato, consapevole e umano con la tecnologia. Oggi questo significa necessariamente confrontarsi anche con l’intelligenza artificiale.

Non possiamo chiedere a bambini, ragazzi, famiglie, lavoratori, insegnanti e cittadini di utilizzare responsabilmente strumenti che spesso non hanno mai avuto l'occasione di conoscere davvero.

La convenzione con Sesto Potere APS nasce quindi per avvicinare l’IA alle persone, attraverso una formazione accessibile, pratica e senza barriere economiche.

Sesto Potere APS propone percorsi dedicati all’intelligenza artificiale e alle competenze digitali, con corsi rivolti a chi parte da zero e altri più pratici, dedicati al lavoro, allo studio, alla creatività e alla vita quotidiana. Il catalogo comprende inoltre percorsi rivolti a specifiche professioni.

Per noi è un modo concreto di trasformare la tecnologia da qualcosa che può sembrare distante o difficile in uno strumento che le persone possono imparare a conoscere e utilizzare.

Cosa si può imparare

Il calendario propone argomenti diversi, proprio perché l’intelligenza artificiale non riguarda soltanto chi lavora nel settore tecnologico.

Tra i corsi attualmente in calendario troviamo, ad esempio, “Cos’è davvero l’intelligenza artificiale”, un incontro pensato per chi parte da zero e vuole capire cosa c’è realmente dietro questa tecnologia, senza formule e senza tecnicismi. Si parla di come funzionano gli strumenti di IA, di cosa possono fare e di come riconoscere l’intelligenza artificiale che utilizziamo già nella vita quotidiana, spesso senza rendercene conto.

C'è poi “Primi passi con l’IA”, un percorso pratico per chi non ha mai utilizzato un assistente di intelligenza artificiale e vuole essere accompagnato passo dopo passo. Il programma affronta attività concrete: scrivere email e lettere, studiare, creare contenuti, realizzare volantini, utilizzare l’IA dallo smartphone, scrivere richieste efficaci e imparare anche a riconoscere e correggere gli errori dell’IA.

Per chi guarda alla propria vita professionale è previsto “IA per trovare lavoro”, mentre tra i percorsi attualmente disponibili c’è anche “Scrivere un progetto per un bando”, particolarmente interessante per chi lavora nel mondo associativo e del Terzo Settore. Il calendario comprende inoltre un percorso dedicato alla creazione di volantini e locandine, mostrando come l’IA possa diventare uno strumento concreto anche per la comunicazione e la creatività.

E questi sono soltanto alcuni esempi. Il catalogo comprende percorsi dedicati a immagini e fotografie, scrittura e documenti, studio e scuola, lavoro, ricerca di occupazione, casa e vita quotidiana, comunicazione e attività associative.

Questo è l’aspetto che ci interessa maggiormente: non imparare l’IA in astratto, ma capire come può essere utilizzata nella vita reale.

Gratuiti davvero e senza obbligo di diventare soci

Abbiamo voluto dare particolare importanza anche all’accessibilità.

I corsi sono gratuiti. Per iscriversi sono sufficienti nome ed email e l’iscrizione a un corso non comporta l’iscrizione a IoStaccoLaSpina APS né a Sesto Potere APS. Non è richiesta una tessera e non ci sono quote da pagare. Le informazioni ufficiali spiegano inoltre che i dati vengono utilizzati per le comunicazioni relative al corso e non per attività pubblicitarie o per essere ceduti a terzi.

Le lezioni si svolgono online e in diretta, quindi è possibile seguire il corso comodamente da casa, dal computer o dallo smartphone. E c'è un'altra possibilità importante: se non si riesce a partecipare alla lezione, la registrazione rimane disponibile per chi era iscritto.

È una modalità che abbiamo scelto di valorizzare perché l'accessibilità non significa soltanto eliminare il costo economico. Significa anche permettere a una persona che lavora, a un genitore, a chi ha poco tempo o a chi vive una situazione particolare di poter comunque accedere alla formazione.

Imparare l’IA significa anche imparare a usarla con consapevolezza

Per IoStaccoLaSpina APS questo progetto ha un significato che va oltre la semplice formazione tecnica.

Non ci interessa insegnare alle persone a utilizzare l’intelligenza artificiale per fare tutto più velocemente.

Ci interessa aiutarle a capire quando usarla, come usarla e quando invece è necessario fermarsi e verificare.

L’IA può aiutare a scrivere, organizzare, creare immagini, studiare, cercare informazioni e svolgere molte attività. Ma può anche sbagliare, produrre informazioni inesatte, generare contenuti convincenti ma non corretti e sollevare questioni importanti legate alla privacy e alla gestione dei dati.

Per questo una vera alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale deve comprendere sia le opportunità sia i limiti.

È lo stesso principio che portiamo avanti da sempre con l’educazione digitale: non demonizzare lo strumento, ma imparare a conoscerlo per poterlo utilizzare in modo responsabile.

Perché questa opportunità riguarda tutti

Non serve essere esperti di tecnologia.

Non serve conoscere la programmazione.

Non serve avere già utilizzato l’intelligenza artificiale.

Anzi, alcuni dei percorsi sono pensati proprio per chi parte da zero.

Può essere utile a un genitore che vuole capire meglio gli strumenti che stanno entrando nella vita dei propri figli, a una persona che cerca lavoro e vuole acquisire nuove competenze, a chi gestisce un’associazione, a chi vuole migliorare la propria comunicazione, a uno studente, a un insegnante o semplicemente a chi vuole capire che cosa sta succedendo nel mondo della tecnologia.

Perché il rischio maggiore non è soltanto usare male l’intelligenza artificiale.

È rimanere esclusi dalla possibilità di comprenderla.

E l’esclusione digitale può diventare una nuova forma di disuguaglianza.

Per questo abbiamo scelto di aprire questa opportunità alla nostra comunità.

Imparare prima di avere paura

L’intelligenza artificiale cambierà molte cose. Alcune le conosciamo già, altre le scopriremo nei prossimi anni.

Non possiamo prevedere tutto.

Possiamo però prepararci.

Possiamo imparare a fare domande migliori, verificare le risposte, proteggere i nostri dati, riconoscere gli errori, utilizzare gli strumenti con maggiore consapevolezza e comprendere dove l’intelligenza artificiale può aiutarci e dove invece la decisione e la responsabilità devono rimanere umane.

È questo il senso della convenzione che abbiamo scelto di sottoscrivere.

Portare la formazione fuori dai luoghi riservati agli esperti e renderla accessibile alle persone.

Perché l’educazione digitale, per essere davvero inclusiva, deve permettere a tutti di comprendere il presente e di prepararsi al futuro.

I corsi sono disponibili attraverso la pagina dedicata a IoStaccoLaSpina APS.

👉 Calendario e iscrizioni:
Scopri i corsi gratuiti e iscriviti

Bastano un nome e un indirizzo email.

Nessun costo, nessuna tessera, nessun obbligo di iscrizione all’associazione.

Solo un'opportunità per imparare.

Perché l’intelligenza artificiale non deve essere qualcosa che subiamo.

Deve essere qualcosa che impariamo a conoscere, comprendere e utilizzare con consapevolezza.

A presto!

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Una settimana per staccare la spina: la nuova iniziativa di IoStaccoLaSpina APS per riscoprire il valore del tempo offline

  Cari lettori, Ci sono momenti in cui per educare all’uso della tecnologia non serve aggiungere un’altra tecnologia. Serve, semplicemente, ...