mercoledì 4 novembre 2026

Quando l’intelligenza artificiale si veste da giocattolo: il fascino dei personaggi digitali e i rischi da non sottovalutare

 


Cari lettori,

C’è un modo di presentare la tecnologia che merita particolare attenzione: renderla simpatica, rassicurante, quasi irresistibile. Un personaggio morbido, colorato, personalizzabile, capace di assumere identità diverse e di accompagnarci nelle attività quotidiane può sembrare molto lontano dall’immagine di un sistema informatico che raccoglie informazioni, elabora dati e risponde attraverso l’intelligenza artificiale. Eppure, dietro un aspetto giocoso, può nascondersi uno strumento molto più complesso di quanto siamo portati a immaginare.

È il caso di Muse, l’agente di intelligenza artificiale di Meta rappresentato da una mascotte chiamata Jolly, progettata per essere vestita e personalizzata come una bambola digitale. Il personaggio ha un’estetica tenera e accattivante, che richiama il mondo dei giocattoli e delle creature virtuali. Secondo quanto riportato nell’articolo da cui prende spunto questa riflessione, il servizio è destinato agli adulti, con verifiche sull’età degli utenti. La società sostiene che l’obiettivo sia consentire alle persone di creare un avatar con una personalità e uno stile propri, rendendo l’interazione più piacevole e meno impersonale. È inoltre previsto un dispositivo ispirato ai Tamagotchi, pensato per accompagnare l’esperienza con il personaggio virtuale.

La questione, tuttavia, non riguarda soltanto l’età dichiarata del pubblico a cui il prodotto è rivolto. Riguarda il modo in cui il design influenza la nostra percezione della tecnologia e la facilità con cui un’interfaccia amichevole può portarci ad abbassare le difese. Un personaggio che sembra un giocattolo può suscitare simpatia, curiosità e senso di familiarità. Proprio queste emozioni, però, possono rendere meno evidente la natura dello strumento che abbiamo davanti e le domande che dovremmo porci prima di utilizzarlo.

Un’interfaccia rassicurante non è necessariamente uno strumento innocuo. La forma, i colori, la voce e il comportamento di un assistente digitale contribuiscono a costruire la relazione che instauriamo con esso. Quando l’intelligenza artificiale assume sembianze familiari o affettuose, può sembrare meno distante e più facile da comprendere. Ma la sensazione di vicinanza non significa che esista una relazione reciproca, né che il sistema comprenda le nostre emozioni come farebbe una persona.

È importante distinguere ciò che proviamo da ciò che la tecnologia è realmente in grado di fare. Un personaggio digitale può essere progettato per rispondere in modo coinvolgente, ricordare preferenze, proporre attività e adattare le proprie interazioni. Questo non lo rende un amico nel senso umano del termine e non elimina la necessità di comprendere come funziona, quali dati utilizza e quali interessi guidano il servizio.

Il tema diventa ancora più delicato quando si parla di bambini. Anche se un prodotto viene presentato come riservato agli adulti, un’estetica che richiama i giocattoli può risultare attraente per persone di età diverse. La somiglianza con personaggi dell’infanzia, le forme arrotondate e la possibilità di personalizzare il proprio avatar possono facilitare la curiosità e il desiderio di interazione. Non significa che ogni personaggio carino sia stato necessariamente progettato per conquistare i più piccoli, ma che il suo linguaggio visivo può superare i confini del pubblico dichiarato.

Per questo le verifiche sull’età sono importanti, ma non esauriscono la questione. Occorre domandarsi se le caratteristiche del prodotto siano coerenti con il pubblico a cui è destinato, se siano comprensibili i limiti di utilizzo e se esistano misure adeguate per evitare che i minori accedano a servizi pensati per gli adulti. Anche le famiglie hanno bisogno di informazioni chiare, che permettano loro di riconoscere non soltanto l’età consigliata, ma la funzione effettiva dello strumento e le modalità con cui interagisce con chi lo utilizza.

Un altro aspetto centrale riguarda la privacy. Un assistente di intelligenza artificiale non è soltanto un personaggio sullo schermo: è un’interfaccia attraverso cui una persona può condividere domande, preferenze, abitudini e informazioni personali. Nell’articolo si segnala che le interazioni con Muse possono essere utilizzate per addestrare i modelli di intelligenza artificiale, salvo che l’utente scelga di disattivare questa possibilità. È un dettaglio che rende evidente quanto sia importante leggere le impostazioni e le condizioni del servizio, senza affidarsi esclusivamente alla fiducia suscitata dall’aspetto del prodotto.

Quando un’interazione è piacevole, infatti, possiamo essere meno inclini a chiederci quali informazioni stiamo comunicando, dove vengono trattate e quali possibilità abbiamo di limitarne l’utilizzo. La familiarità può farci dimenticare che dietro un avatar esistono un’infrastruttura tecnologica, sistemi di elaborazione e decisioni aziendali. Per questo la trasparenza deve accompagnare l’esperienza fin dall’inizio: le persone devono poter capire quali dati condividono, come vengono utilizzati e quali scelte sono realmente disponibili.

Esiste poi un rischio più sottile, che riguarda il modo in cui deleghiamo all’intelligenza artificiale parti della nostra esperienza. Un assistente digitale può aiutarci a organizzare attività, trovare informazioni e svolgere compiti. Ma quando ci abituiamo a lasciargli scegliere, suggerire e filtrare ciò che vediamo, rischiamo di accettare le sue indicazioni senza valutarle abbastanza. Una risposta formulata con sicurezza non è necessariamente corretta; un consiglio apparentemente neutrale può riflettere limiti, criteri o interessi che non conosciamo.

È un po’ come affidarsi a una guida durante un viaggio: può rendere il percorso più semplice, ma è legittimo sapere quali criteri utilizza per proporre una destinazione e quali alternative lascia fuori. Con l’intelligenza artificiale questa attenzione è ancora più necessaria, perché il funzionamento dei sistemi può essere difficile da comprendere e le scelte che orientano le risposte non sono sempre visibili all’utente.

Non si tratta di rifiutare ogni nuova tecnologia, né di considerare pericoloso tutto ciò che è divertente o accattivante. Il design può rendere gli strumenti digitali più accessibili e piacevoli da utilizzare. La questione è capire quando la semplicità aiuta davvero a comprendere e quando, invece, rischia di nascondere la complessità. La tecnologia può essere amichevole senza diventare ambigua; può essere coinvolgente senza incoraggiare una fiducia cieca.

Per IoStaccoLaSpina APS, questo tema si inserisce in una riflessione più ampia sul benessere digitale e sulla necessità di costruire una relazione consapevole con gli strumenti che utilizziamo ogni giorno. Educare all’intelligenza artificiale non significa soltanto imparare a formulare richieste efficaci o conoscere le sue applicazioni. Significa anche comprendere i limiti dei sistemi, proteggere la propria privacy, riconoscere i meccanismi che orientano l’attenzione e mantenere la capacità di scegliere.

Con i bambini e gli adolescenti, questa educazione deve comprendere anche il valore delle relazioni reali, del gioco libero e delle esperienze non mediate da uno schermo. Un personaggio virtuale può essere un’occasione per parlare di tecnologia, ma non dovrebbe sostituire il confronto con gli adulti, le amicizie, la creatività spontanea o il tempo trascorso nel mondo reale. Il compito degli adulti non è soltanto controllare l’accesso ai dispositivi, ma aiutare i più giovani a distinguere l’apparenza dalla realtà e a sviluppare domande critiche.

Davanti a un nuovo prodotto basato sull’intelligenza artificiale, possiamo quindi partire da alcune domande semplici: che cosa fa davvero? Quali informazioni gli affidiamo? Come vengono utilizzate? Quali decisioni prende al posto nostro? Quanto spazio occupa nella nostra quotidianità? E soprattutto, siamo noi a scegliere come utilizzarlo oppure è il suo design a spingerci a tornare continuamente?

Sono domande utili per gli adulti, ma fondamentali anche per le nuove generazioni. Perché il futuro digitale non dipenderà soltanto dalla potenza degli strumenti che sapremo costruire, ma anche dalla capacità di comprenderli e di stabilire limiti coerenti con i nostri bisogni.

Un personaggio può essere tenero, divertente e ben progettato. Ma la sua apparenza non dovrebbe mai sostituire l’informazione, la trasparenza e il pensiero critico. La vera consapevolezza digitale comincia quando impariamo a guardare oltre lo schermo e oltre ciò che lo schermo vuole mostrarci.

A Presto!

lunedì 2 novembre 2026

Quando lo schermo diventa violenza: sostieni con una piccola donazione lo Sportello di Ascolto di IoStaccoLaSpina APS


 Cari lettori,

La violenza digitale non è meno reale perché si manifesta attraverso uno schermo. Molestie online, minacce, cyberbullismo, controllo digitale e diffusione non consensuale di immagini intime possono compromettere la serenità, la libertà e le relazioni di chi le subisce.

Dietro queste situazioni ci sono persone che possono sentirsi confuse, spaventate o sole, senza sapere a chi rivolgersi per chiedere aiuto.

È da questa consapevolezza che nasce l’impegno di IoStaccoLaSpina APS con il progetto “Quando lo schermo diventa violenza – Sportello di Ascolto”, pensato per contribuire alla prevenzione della violenza digitale e offrire un punto di riferimento attraverso ascolto, orientamento e informazioni utili.

Un progetto per non lasciare nessuno solo

Riconoscere la violenza digitale è il primo passo per affrontarla. Non sempre, infatti, è facile distinguere un comportamento prevaricante da uno scherzo, comprendere quando il controllo online diventa una forma di abuso o sapere quali strumenti utilizzare per tutelarsi.

Lo Sportello di Ascolto nasce con l’obiettivo di avvicinare le persone alle informazioni e alle risorse di cui possono avere bisogno, promuovendo consapevolezza, prevenzione e collaborazione con la rete territoriale.

Il progetto si rivolge in particolare alle donne e alle adolescenti che vivono situazioni di violenza digitale, con l’intento di favorire una maggiore conoscenza dei rischi e delle possibilità di tutela.

Anche il tuo sostegno può fare la differenza

Realizzare e portare avanti iniziative di prevenzione richiede impegno, risorse e partecipazione. Per questo, IoStaccoLaSpina APS invita tutte le persone che condividono il valore del progetto a contribuire concretamente alla sua realizzazione.

Con una donazione puoi sostenere l’impegno dell’associazione nella prevenzione della violenza digitale e nello sviluppo di iniziative di ascolto e orientamento.

Non è necessario fare grandi gesti per partecipare: anche un piccolo contributo può rappresentare un segnale importante di vicinanza e responsabilità collettiva.

Sostieni il progetto

Se credi che donne e adolescenti debbano poter trovare ascolto e informazioni utili quando affrontano situazioni di violenza digitale, aiutaci a portare avanti questo impegno.

Fai una donazione a IoStaccoLaSpina APS:

👉 https://buy.stripe.com/fZu7sDcDwchX9HF4H9fEk00

Puoi contribuire anche condividendo questo articolo e facendo conoscere il progetto a chi potrebbe essere interessato a sostenerlo.

La prevenzione non è controllo, è relazione. Costruire una cultura digitale più consapevole significa anche creare le condizioni perché chi subisce violenza possa sentirsi ascoltato e trovare la strada per chiedere aiuto.

IoStaccoLaSpina APS: insieme per una maggiore consapevolezza digitale e per contrastare la violenza online. 💜

A presto!

#IoStaccoLaSpina #QuandoLoSchermoDiventaViolenza #SportelloDiAscolto #ViolenzaDigitale #Prevenzione #Cyberbullismo #ConsapevolezzaDigitale #SostieniIlProgetto

mercoledì 28 ottobre 2026

“Roma Città Solare” conquista il primo premio al Concorso Letterario Nazionale Terzo Millennio: un riconoscimento che celebra la partecipazione e le idee per il futuro!


 Cari lettori,

Ci sono esperienze che regalano emozioni speciali perché riescono a dare valore non soltanto a un risultato, ma anche alle idee, alle persone e al percorso condiviso che lo hanno reso possibile. La vittoria di “Roma Città Solare”, primo classificato alla XVI edizione del Premio Letterario Nazionale Terzo Millennio, è stata una di queste occasioni: un momento di grande soddisfazione, vissuto con entusiasmo e con la consapevolezza del significato di un progetto che ha saputo riunire voci e contributi diversi intorno a una visione comune della città.

Il riconoscimento è stato consegnato nella suggestiva cornice del Palazzo del Collegio Nazareno, in via Sant’Andrea delle Fratte, durante un pomeriggio che ha rappresentato una bella esperienza di incontro, condivisione e valorizzazione della cultura. In un luogo ricco di fascino, il premio ha celebrato il valore di un’opera che nasce dalla partecipazione e dalla volontà di immaginare una Roma capace di guardare al futuro con attenzione all’innovazione, alla sostenibilità e al benessere della comunità.

Un momento particolarmente significativo è stata la consegna del riconoscimento a Leandro Aglieri, Presidente della Consulta Roma Smart City Lab e ideatore di questa iniziativa letteraria, insieme agli scrittori che hanno contribuito alla realizzazione del libro. Un premio che ha un valore collettivo, perché riconosce il lavoro di chi ha scelto di mettere in comune pensieri, esperienze e prospettive per raccontare una città in trasformazione.

Essere parte di un libro partecipato significa, infatti, entrare in un progetto che supera la dimensione individuale. Ogni autore porta il proprio sguardo, le proprie sensibilità e le proprie idee, contribuendo a costruire un racconto più ampio. È proprio dall’incontro tra punti di vista diversi che possono nascere nuove domande, proposte e possibilità per il futuro.

Per noi, partecipare a Roma Città Solare ha rappresentato un’occasione preziosa per contribuire a una riflessione sulla città e sul ruolo che le persone possono svolgere nel suo sviluppo. Parlare di una città più intelligente e sostenibile non significa occuparsi soltanto di tecnologia o di infrastrutture: significa anche interrogarsi sulla qualità della vita, sulla partecipazione, sull’inclusione e sulla capacità di mettere le innovazioni al servizio della comunità.

Il primo premio alla XVI edizione del Premio Letterario Nazionale Terzo Millennio rende questa esperienza ancora più emozionante. Ricevere un riconoscimento per un’opera nata dalla collaborazione è una soddisfazione che si accompagna alla gratitudine verso chi ha ideato e reso possibile il progetto e verso tutti gli autori che hanno contribuito a dargli forma.

Il pomeriggio al Collegio Nazareno è stato anche un’occasione per condividere l’emozione del risultato, incontrare le persone coinvolte e celebrare il valore della cultura come strumento di dialogo e partecipazione. La consegna del premio ha rappresentato il momento culminante di un’esperienza che dimostra come le idee possano diventare più forti quando vengono condivise e trovano uno spazio in cui essere ascoltate.

Un ringraziamento va a Leandro Aglieri, per aver ideato e promosso questa iniziativa letteraria attraverso la Consulta Roma Smart City Lab, e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del libro e alla riuscita di questo percorso. Un grazie anche a chi ha reso possibile la premiazione e ha condiviso con noi un pomeriggio così significativo.

“Roma Città Solare” non è soltanto un libro: è un’esperienza di partecipazione, un insieme di idee e uno sguardo rivolto alla città che vogliamo contribuire a costruire. La vittoria di questo premio è una bellissima emozione e, allo stesso tempo, uno stimolo a continuare a credere nel valore delle parole, della collaborazione e delle iniziative capaci di coinvolgere le persone.

Perché il futuro di una città non si costruisce soltanto attraverso i progetti, ma anche attraverso le idee che sappiamo condividere e trasformare in visioni comuni.

A presto!

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lunedì 26 ottobre 2026

“Quando lo schermo diventa violenza”: IoStaccoLaSpina APS convocata per un'audizione dalla Commissione Pari Opportunità del Municipio Roma XI

 


Cari lettori,

Portare l’attenzione sulle violenze digitali significa dare voce a un fenomeno che può coinvolgere donne e adolescenti, incidere sulla loro serenità e limitare la libertà di vivere le relazioni in modo sicuro. Significa anche promuovere una maggiore consapevolezza e costruire occasioni di confronto tra istituzioni, associazioni e comunità. È in questa prospettiva che si inserisce un nuovo passaggio nel percorso di IoStaccoLaSpina APS.

La Commissione Pari Opportunità del Municipio Roma XI Arvalia Portuense ha convocato la Dott.ssa Letizia Basile, Presidente di IoStaccoLaSpina APS, per un’audizione dedicata all’iniziativa “Quando lo schermo diventa violenza”.

L’incontro è previsto per martedì 27 ottobre 2026, alle ore 12.30, presso la sede municipale di via M. Mazzacurati 75, nella Sala L. Petrosell.

La convocazione rappresenta un’importante occasione per portare all’attenzione della Commissione il tema delle violenze digitali e il lavoro che l’associazione promuove per favorire prevenzione, ascolto e consapevolezza.

Oggi la violenza può manifestarsi anche attraverso uno schermo: con minacce, molestie, ricatti, cyberbullismo, controllo digitale e diffusione non consensuale di immagini o contenuti intimi. Situazioni che possono avere conseguenze profonde sulla vita delle persone e che richiedono strumenti adeguati per essere riconosciute e affrontate.

Con l’iniziativa “Quando lo schermo diventa violenza”, IoStaccoLaSpina APS intende contribuire alla diffusione di una cultura della prevenzione, favorendo l’accesso alle informazioni e promuovendo una rete di collaborazione tra le professionalità e i servizi che possono offrire supporto.

Il confronto istituzionale è un passaggio importante per mantenere alta l’attenzione su queste problematiche e sottolineare quanto sia necessario affrontarle non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche sociale, educativo e relazionale.

Per IoStaccoLaSpina APS, parlare di violenza digitale significa mettere al centro le persone, riconoscere i loro bisogni e promuovere una maggiore conoscenza dei diritti e delle possibilità di tutela. Significa, soprattutto, ricordare che nessuno dovrebbe sentirsi solo davanti a un’esperienza di abuso online.

Accogliamo questa convocazione con senso di responsabilità e con la volontà di contribuire al dialogo istituzionale su un tema che riguarda la sicurezza, la dignità e il benessere delle persone.

La prevenzione comincia dalla consapevolezza, ma diventa concreta quando si costruiscono occasioni di ascolto, confronto e collaborazione. È con questo spirito che continuiamo il nostro impegno.

A presto!

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venerdì 23 ottobre 2026

Quando l’ascolto diventa presenza: grande partecipazione all’Open Day dello Sportello contro le violenze digitali a Corviale


Cari lettori,

Ci sono iniziative che acquistano il loro significato più autentico quando incontrano le persone, entrano in una comunità e riescono a far sentire qualcuno finalmente ascoltato. L’Open Day di ieri, dedicato alla presentazione dello Sportello di Ascolto contro le violenze digitali di genere sulle donne e sulle adolescenti, presso la Casa della Comunità di Corviale, è stato per IoStaccoLaSpina APS proprio questo: un momento di incontro, dialogo e partecipazione che ci ha restituito il valore concreto del lavoro che stiamo costruendo.

È stata una giornata molto bella, intensa e ricca di significato. Abbiamo avuto l’opportunità di interagire con le persone presenti, confrontarci, ascoltare domande e condividere informazioni su un fenomeno che spesso rimane nascosto, difficile da raccontare e, talvolta, persino difficile da riconoscere. Il riscontro ricevuto è stato particolarmente significativo: le persone hanno accolto l’iniziativa e la nostra associazione con entusiasmo, dimostrando interesse e apprezzamento per la possibilità di avere un punto di riferimento sul territorio.

In una realtà come quella di Corviale, portare un servizio di ascolto significa anche avvicinarsi alla comunità senza pregiudizi, creare occasioni di incontro e dimostrare che i bisogni delle persone meritano attenzione. Durante l’Open Day abbiamo percepito quanto sia importante sentirsi presi in considerazione, sapere che esiste uno spazio in cui poter parlare delle proprie difficoltà e trovare qualcuno disposto ad ascoltare. È stato proprio questo uno degli aspetti più emozionanti della giornata: constatare che la proposta è stata accolta non come qualcosa di distante, ma come un’iniziativa vicina alle persone e alle loro esigenze.

Le violenze digitali possono assumere forme diverse: molestie, minacce, ricatti, cyberbullismo, diffusione non consensuale di contenuti intimi e controllo attraverso gli strumenti tecnologici. Possono colpire donne e adolescenti, condizionare le relazioni, compromettere il benessere personale e rendere difficile chiedere aiuto. Per questo è fondamentale promuovere una cultura della prevenzione e costruire reti territoriali capaci di offrire ascolto, orientamento e sostegno.

Lo Sportello nasce proprio con questo obiettivo: contribuire a rendere più accessibili le informazioni e le opportunità di supporto, favorendo il dialogo tra le persone e le professionalità coinvolte. Non basta parlare di violenza digitale: occorre creare occasioni concrete per riconoscerla, comprenderla e affrontarla, mettendo al centro chi la vive e rispettando i suoi tempi e le sue necessità.

Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Dott.ssa Monica Fonicello, dirigente medico dell’ASL Roma 3, per l’accoglienza, la disponibilità e la collaborazione. Il lavoro condiviso tra realtà associative e servizi territoriali è essenziale per costruire risposte più vicine ai bisogni della comunità e per trasformare un progetto in un punto di riferimento concreto.

Un ringraziamento particolare va anche all’Associazione Skill Donor, realtà impegnata nella valorizzazione delle competenze e nella promozione della solidarietà attraverso il contributo professionale e volontario. Alla giornata era presente il suo Presidente, Dott. Guglielmo Costante Salerno, che contribuirà al progetto con competenze in ambito legale, un apporto importante per aiutare le persone a orientarsi nella conoscenza dei propri diritti e delle possibili forme di tutela.

Grazie a Paola Ramunno, volontaria di IoStaccoLaSpina APS, per la sua presenza e per il contributo offerto durante questa giornata. La partecipazione dei volontari rappresenta una risorsa preziosa: significa mettere a disposizione tempo, attenzione ed energie per rendere possibile un progetto che vuole essere vicino alle persone.

Un ringraziamento va inoltre agli psicologi della Casa della Comunità e alla Polizia Postale, per il contributo e l’attenzione dedicati a un tema che richiede competenze diverse e una collaborazione concreta. La dimensione psicologica, quella legale, la sicurezza digitale e il raccordo con i servizi del territorio sono aspetti complementari di un percorso di prevenzione e sostegno che deve avere sempre al centro la dignità della persona.

L’Open Day non è stato soltanto un momento di presentazione del servizio, ma l’inizio di un dialogo con la comunità. L’entusiasmo con cui l’iniziativa è stata accolta ci incoraggia a proseguire, con la consapevolezza che la fiducia si costruisce attraverso la presenza, l’ascolto e la continuità.

📍 Nel mese di novembre 2026, lo Sportello sarà attivo giovedì 12 novembre, dalle ore 15.00 alle 17.00, presso la Casa della Comunità di Corviale. Sarà un’ulteriore occasione per avvicinarsi allo Sportello, ricevere informazioni e conoscere il percorso di supporto promosso attraverso questa iniziativa.

Come IoStaccoLaSpina APS crediamo che la prevenzione non sia controllo, ma relazione. Significa creare le condizioni affinché le persone possano parlare, essere ascoltate e trovare indicazioni utili senza sentirsi giudicate o lasciate sole. È questo lo spirito con cui vogliamo portare avanti il progetto, insieme alle professionalità e alle realtà che hanno scelto di collaborare.

Torniamo da questa giornata con gratitudine, entusiasmo e una convinzione ancora più forte: dietro ogni richiesta di aiuto c’è una persona che merita attenzione, rispetto e ascolto. E ogni volta che una comunità apre le porte a un’iniziativa di questo tipo, si compie un passo importante verso una maggiore consapevolezza e una protezione più vicina a chi ne ha bisogno.

Grazie a tutte le persone che ci hanno accolto, ascoltato e dimostrato fiducia. Il nostro impegno continua: perché nessuno debba sentirsi solo di fronte alla violenza digitale.

Per info: violenze.digitali@iostaccolaspina.it

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mercoledì 21 ottobre 2026

IoStaccoLaSpina APS premiata ai Roma Smart City Awards 2026: un riconoscimento che dà valore a un impegno quotidiano


 Cari lettori,

Ci sono momenti in cui il percorso fatto, le difficoltà affrontate e la determinazione con cui si è scelto di portare avanti un’idea acquistano un significato ancora più profondo. La premiazione di IoStaccoLaSpina APS ai Roma Smart City Awards 2026 è stata per me uno di quei momenti: un grande onore personale, che ho vissuto con emozione e gratitudine nel mio ruolo di Presidente dell’associazione, ma soprattutto un riconoscimento importante per il valore sociale del progetto che rappresentiamo.

Ricevere questo premio significa vedere riconosciuto un impegno che nasce da una convinzione precisa: il benessere delle persone deve restare al centro del cambiamento digitale. In una società in cui la tecnologia è sempre più presente nella vita quotidiana, parlare di innovazione non può significare soltanto parlare di strumenti, applicazioni e nuove possibilità. Significa anche interrogarsi su come viviamo, su come ci relazioniamo agli altri, su quanto tempo e attenzione riusciamo a dedicare a noi stessi e alle persone che ci stanno accanto.

È proprio da questa consapevolezza che prende forma il lavoro di IoStaccoLaSpina APS. La nostra associazione promuove una cultura del benessere digitale fondata sull’equilibrio, sulla prevenzione e sull’uso consapevole della tecnologia. Non siamo contro il digitale: crediamo, al contrario, che possa offrire opportunità straordinarie quando rimane uno strumento al servizio delle persone, senza sostituirsi alla relazione, alla presenza e alla libertà di scegliere.

Il nostro impegno è rivolto a costruire maggiore consapevolezza intorno alle conseguenze dell’iperconnessione, a sostenere famiglie, ragazzi, scuole e comunità e a promuovere una cultura della prevenzione capace di riconoscere anche le forme di disagio e di violenza che possono manifestarsi attraverso gli strumenti digitali. Perché dietro uno schermo ci sono sempre persone, emozioni, fragilità e diritti che meritano attenzione e tutela.

Per questo il riconoscimento ricevuto ai Roma Smart City Awards 2026 ha per me un significato che va oltre la soddisfazione personale. È un segnale che incoraggia a continuare a portare questi temi all’interno del dibattito sull’innovazione, sulla sostenibilità e sul futuro delle nostre comunità. Una città davvero intelligente non è soltanto una città che utilizza le tecnologie più avanzate: è una città che sa mettere l’innovazione al servizio della qualità della vita, dell’inclusione, della partecipazione e delle relazioni umane.

Come Presidente, ho vissuto la premiazione con una profonda emozione. Dietro questo percorso ci sono un’idea in cui ho creduto, la volontà di trasformare la consapevolezza in azioni concrete e la determinazione di dare spazio a un tema che riguarda tutti, anche quando non ne percepiamo immediatamente la portata. Ogni passo compiuto dall’associazione è parte di un lavoro più ampio, che richiede collaborazione, ascolto e la capacità di coinvolgere persone e realtà diverse.

Un riconoscimento come questo non rappresenta un punto di arrivo. È, piuttosto, uno stimolo a proseguire con ancora maggiore responsabilità, a rafforzare le iniziative di sensibilizzazione e prevenzione e a costruire nuove occasioni di confronto. Ci ricorda che parlare di benessere digitale significa parlare di salute delle relazioni, di educazione, di sicurezza, di libertà e di futuro.

Desidero accogliere questo premio con gratitudine e con la consapevolezza del valore che porta con sé. Per me è stato un grande onore essere premiata in qualità di Presidente di IoStaccoLaSpina APS; per l’associazione è un incoraggiamento a continuare a dare voce a una missione che sentiamo sempre più necessaria.

Il futuro digitale che vogliamo costruire non deve chiederci di scegliere tra tecnologia e umanità. Deve aiutarci a trovare un equilibrio, affinché il progresso non ci allontani da ciò che conta davvero.

La tecnologia è una risorsa quando migliora la nostra vita. La vera innovazione è quella che non dimentica mai le persone.

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Quando l’intelligenza artificiale si veste da giocattolo: il fascino dei personaggi digitali e i rischi da non sottovalutare

  Cari lettori, C’è un modo di presentare la tecnologia che merita particolare attenzione: renderla simpatica, rassicurante, quasi irresisti...