Cari lettori,
Il 17 luglio, a Villa Pamphili, ho avuto l’occasione di parlare di iperconnessione e di come questa stia modificando il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarci. Nel vademecum che abbiamo presentato insieme a ViverSi, IOSTACCOLASPINA e Consumerismo, erano raccolti rischi e strategie concrete per recuperare equilibrio.
Non ho voluto che restassero solo parole: ho deciso di metterle in pratica durante l’estate.
👉 Ho lasciato i dispositivi fuori dalla camera da letto: un gesto semplice che ha cambiato la qualità del sonno e la pace dei risvegli. Niente notifiche, niente scroll compulsivo, solo la lentezza del mattino.
👉 Ho costruito con la mia famiglia la “valigia mentale”, scegliendo tre valori guida: natura, ascolto e leggerezza. Ogni giorno abbiamo cercato di declinarli in attività, piccole o grandi, dalle passeggiate al tramonto alle chiacchiere senza schermo.
👉 Ho riscoperto la lettura diversificata: non solo romanzi, ma anche saggi e biografie, sottolineando e discutendo ciò che mi colpiva. È stato come aprire nuove finestre sul mondo.
👉 Ho dedicato tempo al movimento: camminare tra i boschi, fare yoga, nuotare. Il corpo si ossigena e con esso anche la mente.
👉 Ho coltivato momenti di silenzio e meditazione: all’inizio sembravano pause vuote, poi si sono rivelate il terreno più fertile per ricaricare le energie e lasciare spazio a nuove idee.
Non è stata un’estate senza tecnologia — sarebbe illusorio — ma è stata un’estate più consapevole, fatta di spazi di disconnessione volontaria. Ho ritrovato leggerezza, più presenza nelle relazioni, più spazio mentale per creare.
Ora la domanda la giro a voi: avete provato a vivere momenti “sconnessi” durante l’estate? Cosa avete scoperto?
Condividiamolo insieme: spesso i piccoli gesti quotidiani diventano grandi rivoluzioni.
A presto!
Nessun commento:
Posta un commento
Posta un commento