Cari lettori,
Il digitale ci connette, ci informa e rende più rapide le nostre giornate lavorative. Ma non è solo una questione di concentrazione e stanchezza: ogni email inviata, ogni riunione su Zoom e ogni video in streaming lasciano anche un’impronta ecologica.
Nel 2022 il mondo ha generato 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici e solo il 22,3 % è stato correttamente raccolto e riciclato.
Le proiezioni indicano che, se continuiamo così, entro il 2030 la montagna di ewaste salirà a 82 milioni di tonnellate e le sostanze nocive contenute nei dispositivi (come il mercurio) rischiano di danneggiare la salute delle persone e degli ecosistemi.
L’emergenza non riguarda solo i rifiuti. Secondo i ricercatori del Mobile World Capital, oggi infrastrutture digitali, computer e smartphone sono responsabili del 4 % delle emissioni generate dall’economia e potrebbero arrivare al 14 % entro il 2040.
Un dato che altri studi confermano: Green Mountain Energy ricorda che la tecnologia potrebbe rappresentare da sola il 14 % delle emissioni globali nel 2040, quasi quanto gli attuali consumi degli Stati Uniti.
La buona notizia è che le scelte individuali e aziendali possono fare la differenza.
Qualche dato concreto: evitare di tenere i dispositivi sempre sotto carica e usare caricabatterie solari riduce sprechi energetici; disattivare la videocamera durante le riunioni riduce del 96 % il consumo di energia rispetto alle videochiamate; ripulire le caselle di posta (o evitare di rispondere a tutti) riduce le emissioni legate allo storage e alla trasmissione di email, che da sole generano CO₂ quanto sette milioni di auto.
Anche il semplice gesto di organizzare una “settimana senza notifiche” o di usare solo l’audio per una riunione può alleggerire la nostra giornata e quella del pianeta.
Ecco perché parlando di digital detox nelle organizzazioni non ci limitiamo alla salute mentale.
Il prendersi pause consapevoli dal digitale non solo migliora l’attenzione e l’umore, ma può contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.
Meno dispositivi accesi significano meno richiesta di energia nei data center e meno necessità di produrre apparecchi nuovi, allungando la vita degli strumenti che già possediamo.
Inoltre, promuovere il diritto alla disconnessione, limitare le riunioni online e sensibilizzare i lavoratori sull’impatto ambientale delle proprie abitudini digitali sono azioni che rafforzano l’immagine aziendale e rientrano negli obiettivi ESG.
A presto!

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