Cari lettori,
mi chiamo Letizia Basile.
Sono presidente dell’associazione IoStaccoLaSpina APS, lavoro da anni sul tema del benessere digitale, dell’educazione all’uso consapevole della tecnologia e del diritto alla disconnessione.
Scrivo questo articolo per lanciare un avvertimento chiaro:
la tecnologia sta cambiando profondamente l’infanzia, e lo sta facendo molto più velocemente della nostra capacità di comprenderne gli effetti.
In Italia, come nel resto d’Europa, stiamo assistendo a una trasformazione silenziosa ma radicale. Gli schermi sono entrati nella vita dei bambini sempre prima, spesso senza una reale progettualità educativa e senza strumenti di tutela per famiglie e scuole.
Oggi vediamo bambini molto piccoli che utilizzano tablet e smartphone con estrema naturalezza, ragazzi che trascorrono ore davanti agli schermi fuori dall’orario scolastico, scuole che introducono dispositivi digitali senza un adeguato accompagnamento pedagogico. Tutto questo viene spesso giustificato con una promessa: “serve per il futuro”.
Ma stiamo davvero preparando i bambini al futuro o li stiamo privando del presente?
Una trasformazione che genera quattro crisi
L’uso precoce, intenso e non mediato della tecnologia sta contribuendo a quattro grandi aree di criticità.
1. Salute mentale
Sempre più bambini e adolescenti mostrano segnali di ansia, difficoltà di attenzione, irritabilità, insonnia, isolamento. La stimolazione continua, la mancanza di pause e la dipendenza dalla gratificazione immediata hanno un impatto diretto sullo sviluppo emotivo.
2. Apprendimento
L’aumento degli strumenti digitali non ha portato automaticamente a un miglioramento delle competenze di base. Al contrario, si osservano difficoltà crescenti nella lettura, nella scrittura, nel ragionamento profondo. La tecnologia, se non integrata con criterio, rischia di sostituire l’apprendimento invece di sostenerlo.
3. Creatività
La creatività nasce dal gioco libero, dalla noia, dall’immaginazione. Quando ogni spazio vuoto viene riempito da uno schermo, i bambini fanno più fatica a inventare, a sperimentare, a “fare finta”. Senza immaginazione non c’è innovazione.
4. Cittadinanza e pensiero critico
Un’esposizione continua a contenuti selezionati da algoritmi riduce la capacità di formarsi un’opinione autonoma, di riconoscere bias e di sviluppare senso critico. Questo non riguarda solo i bambini: riguarda il futuro della nostra società.
Il punto non è demonizzare la tecnologia
La tecnologia non è il nemico.
Il problema è l’assenza di limiti, di consapevolezza e di progettazione umana.
Molti genitori provano a proteggere i figli, ma si trovano soli: bloccano app a casa, mentre i dispositivi scolastici permettono l’accesso; cercano di rimandare smartphone e social, ma subiscono una pressione sociale fortissima.
Per questo IoStaccoLaSpina Aps nasce come spazio di supporto, formazione e azione concreta. Non per tornare indietro, ma per andare avanti meglio.
Vogliamo bambini che crescano con la tecnologia, sì, ma dopo aver vissuto pienamente l’infanzia.
A presto!
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